il consiglio comunale approva una mozione contro gli inceneritori

Published on 09/24,2007

Palermo, 21 settembre 2007

Il consiglio comunale approva la mozione contro gli inceneritori

MOZIONE

Sugli inceneritori

PREMESSO:

· Che l’allora Commissario delegato all’Emergenza Rifiuti, nonché Presidente della Regione Sicilia, On. Salvatore Cuffaro, aveva deciso, con l’Ordinanza Commissariale del 2/5/2003, la costruzione a Palermo di un gigantesco inceneritore (cui verranno conferite 800.000 tonnellate annue di rifiuti) e che il sito previsto (Bellolampo) è pericolosamente vicino ad aree abitate e comunque estremamente prossimo all’area urbana della città di Palermo.

· Che tale inceneritore riverserebbe sulla città di Palermo (nell’ipotesi che vengano rispettate tutte le normative vigenti) 33.300 kg all’anno di polveri disperse contenenti sostanze tossiche e 546.000 tonnellate all’anno di fumi contenenti, tra l’altro, diossine, furani, idrocarburi policiclici, piombo, mercurio e cadmio.

· Che non esistono filtri tali da portare a zero le emissioni delle sostanze sopraccitate e che esse hanno, come ampiamente documentato nella letteratura medica, effetti dannosi per la salute (alcune sono cancerogene) e provocano malformazioni prenatali.

· Che all’inceneritore di Bellolampo dovranno essere conferiti i rifiuti di quasi tutta la provincia di Palermo e di gran parte della provincia di Trapani, con conseguente transito di innumerevoli mezzi pesanti su arterie già intasate, con effetti dannosi per l’ambiente e per le condizioni già drammatiche del traffico viario.

· Che le convenzioni stipulate dal Commissario nel giugno 2003 con l’ATI che gestirà l’ inceneritore in questione prevedono il conferimento al gestore, da parte dei comuni degli ATO interessati, di una quantità di rifiuti di gran lunga superiore alla frazione residuale: di fatto prevedono il conferimento della quasi totalità dei rifiuti prodotti.

· Che dette convenzioni prevedono penalizzazioni per i comuni che conferiscano una quantità di rifiuti inferiore a quella indicata, con un effettivo disincentivo alla raccolta differenziata ed al riciclaggio, in luogo degli incentivi previsti dalle normative vigenti.

· Che la raccolta differenziata a Palermo non raggiunge i valori fissati ad un minimo del 35%, pena pesanti multe e che la costruzione dell’ inceneritore crea un ostacolo insormontabile all’adempimento a tali normative.

· Che, mentre a Palermo ed in Sicilia ci condanniamo ad una raccolta differenziata che non supererà il 4 - 5%, grandi comuni in Italia hanno raggiunto quote del 50% dimostrando che ciò è non solo possibile, ma anche conveniente.

· Che la direttiva 76/200/UE ed il Decreto Legislativo n.22 del 5/2/97 (“Decreto Ronchi”) prevedono che l’uso degli inceneritori sia un passaggio transitorio e l’ultima risorsa da utilizzare, mentre le convenzioni prevedono che vengano avviati ad incenerimento tutti i rifiuti e per venti anni, senza che sia mai stata effettuata una seria politica di raccolta differenziata.

· Che le indicazioni del Decreto Ronchi sulla riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata, il riuso ed il riciclaggio costituiscono l’unica via percorribile per la risoluzione del gravissimo problema dei rifiuti e che tali indicazioni sono state totalmente ignorate a Palermo ed in tutta la Sicilia.

· Che raccolta differenziata, riuso e riciclaggio comportano un reale recupero di risorse mentre la termovalorizzazione produce una quantità di energia notevolmente inferiore a quella necessaria per produrre i materiali che vengono inceneriti.

· Che recupero,riuso e riciclaggio, essendo processi economicamente convenienti, comportano una riduzione delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti a carico dei cittadini,in quanto rappresentano materia prima seconda e quindi risorsa mentre l’incenerimento è un processo a bassissima resa in termini di produzione di energia elettrica e con elevati costi di gestione.

· Che il Comune di Palermo non possiede una classificazione merceologica dei rifiuti recente e che non esistono, dunque, nemmeno i presupposti per avviare un piano di gestione dei rifiuti realmente efficace

· Che l’incenerimento non distrugge i rifiuti ma li trasforma in rifiuti speciali (di massa pari ad un terzo di quella dei rifiuti trattati) e fumi (di massa pari a quella dei rifiuti trattati).

· Che la discarica per i rifiuti speciali da incenerimento, prevista sempre a Bellolampo, non offre sufficienti garanzie sulla capacità di contenimento delle sostanze tossiche e che, in ogni caso, i rischi derivanti dal costruire una immensa discarica per rifiuti pericolosi “sulla testa” dei cittadini ed in zona ad elevato rischio sismico sono evidentemente inaccettabili.

· Che l’incenerimento dei rifiuti non crea nuovi posti di lavoro (al massimo poche decine), mentre il riuso ed il riciclaggio ne creerebbero centinaia o, con il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, alcune migliaia.

· Che i cittadini della città di Palermo non sono stati informati della costruzione dell’ inceneritore, ne tanto meno sono stati coinvolti nelle scelte per la gestione dei rifiuti, contrariamente ai più elementari principi democratici e di partecipazione.

· Che tutte le esperienze positive di altri Comuni dimostrano come il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte sulle modalità di raccolta e trattamento dei rifiuti sia il presupposto fondamentale per l’efficacia di tali modalità.

Il Consiglio Comunale
IMPEGNA IL SINDACO AD INTERVENIRE

· Per l’avvio di una seria politica di raccolta differenziata, che promuova il riuso e riciclaggio dei rifiuti, come previsto dalla normativa vigente.

· Per la costruzione di un autentico coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la gestione dei rifiuti.

· Per avviare un’indagine finalizzata alla classificazione merceologica dei rifiuti solidi urbani della città di Palermo.

Inoltre
Considerato che il 27 settembre p. v. il Sindaco dovrà anche esprimere le proprie valutazioni sull’impianto all’ARTA per il rilascio dell’AIA,

Il CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA IL SINDACO

A confrontarsi, preventivamente al sopra richiamato incontro, con questo Consiglio e con l’intera comunità cittadina, al fine di conoscere il parere che il “Primo dei cittadini” andrà ad esprimere sulla realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo che, al di là di ogni valutazione, avrà una ricaduta diretta sulla salute e sulla qualità della vita dei residenti e che pone ipoteche, ad oggi non misurabili, anche sulle generazioni future.

Palermo-città per la Pace, 7 settembre 2007

I Consiglieri

 

 

 


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