Oltre 3000 persone al corteo NOINC del 22 . Occupati simbolicamente i cantieri dove vogliono costruire l'inceneritore di Bellolampo.

Oltre 3000 persone hanno manifestato il 22 settembre a Palermo contro gli inceneritori.  La manifestazione che ha percorso le vie del quartiere popolare Borgonuovo e che si e' via via ingrossata con la notevole partecipazione degli abitanti del quartiere rappresenta il punto d'inizio di una lotta che vuole andare lontano.  In questo mese la lotta contro l'inceneritore di Bellolampo, contro il piano rifiuti ed il modello di sviluppo che vuole la Sicilia come discarica d'Italia, e' cresciuta : a cominciare dal 1 campeggio di lotta NOINC che ha visto la partecipazione di un centinaio di abitanti di Bellolampo, per continuare con le decine di banchetti informativi, volantinaggi , attacchinaggi nei quartieri di Borgonuovo e di Bellolampo, con il coinvolgimento di studenti ed insegnanti della scuola "Ascione" del quartiere , con il contributo del prete Aurelio della chiesa di S.Cristina che ha letto per due settimane in tutte le messe il volantino di indizione del corteo, invitando i cittadini alla partecipazione. Con il contributo di tutti e tutte questa e' diventata una grande giornata di lotta , che scaccia via la rassegnazione ed il pessimismo e lancia la mobilitazione d'autunno contro questa opera inutile e dannosa.  Alla fine del corteo una delegazione prima del comitato di lotta popolare di Borgonuovo e del centro sociale exkarcere poi di Green Peace hanno occupato simbolicamente i cantieri piantando una bandiera NOINC, lasciando intravedere cosa potrebbe succedere nella scellerata ipotesi di ripresa dei lavori.  Per i comitati di lotta il cammino e' chiaro ed e' stato visibile bene nel corteo. Questa e' una lotta popolare , aperta al contributo di tutti , ma con una autonomia decisionale e metodologica dai partiti e dai sindacati , una comunità di lotta che si va formando giorno per giorno , con il valore fondante dell'assemblea dove ogni prossimo passo verrà deciso e valutato.  A partire dall'importante giornata del 27 settembre , dove proveremo ad ostacolare in ogni modo lo svolgimento della conferenza dei servizi che rilascierà l'ennesima ultima autorizzazione all'inizio dei lavori. 

PRESIDIO NOINC GIOVEDI' 27 SETTEMBRE ORE 9:30 Davanti l'assessorato regionale territorioambiente                              

 

Comitato di lotta popolare di Borgonuovo - Comitato NOINC di Bellolampo - Centro Sociale ExKarcere


il consiglio comunale approva una mozione contro gli inceneritori

Palermo, 21 settembre 2007

Il consiglio comunale approva la mozione contro gli inceneritori

MOZIONE

Sugli inceneritori

PREMESSO:

· Che l’allora Commissario delegato all’Emergenza Rifiuti, nonché Presidente della Regione Sicilia, On. Salvatore Cuffaro, aveva deciso, con l’Ordinanza Commissariale del 2/5/2003, la costruzione a Palermo di un gigantesco inceneritore (cui verranno conferite 800.000 tonnellate annue di rifiuti) e che il sito previsto (Bellolampo) è pericolosamente vicino ad aree abitate e comunque estremamente prossimo all’area urbana della città di Palermo.

· Che tale inceneritore riverserebbe sulla città di Palermo (nell’ipotesi che vengano rispettate tutte le normative vigenti) 33.300 kg all’anno di polveri disperse contenenti sostanze tossiche e 546.000 tonnellate all’anno di fumi contenenti, tra l’altro, diossine, furani, idrocarburi policiclici, piombo, mercurio e cadmio.

· Che non esistono filtri tali da portare a zero le emissioni delle sostanze sopraccitate e che esse hanno, come ampiamente documentato nella letteratura medica, effetti dannosi per la salute (alcune sono cancerogene) e provocano malformazioni prenatali.

· Che all’inceneritore di Bellolampo dovranno essere conferiti i rifiuti di quasi tutta la provincia di Palermo e di gran parte della provincia di Trapani, con conseguente transito di innumerevoli mezzi pesanti su arterie già intasate, con effetti dannosi per l’ambiente e per le condizioni già drammatiche del traffico viario.

· Che le convenzioni stipulate dal Commissario nel giugno 2003 con l’ATI che gestirà l’ inceneritore in questione prevedono il conferimento al gestore, da parte dei comuni degli ATO interessati, di una quantità di rifiuti di gran lunga superiore alla frazione residuale: di fatto prevedono il conferimento della quasi totalità dei rifiuti prodotti.

· Che dette convenzioni prevedono penalizzazioni per i comuni che conferiscano una quantità di rifiuti inferiore a quella indicata, con un effettivo disincentivo alla raccolta differenziata ed al riciclaggio, in luogo degli incentivi previsti dalle normative vigenti.

· Che la raccolta differenziata a Palermo non raggiunge i valori fissati ad un minimo del 35%, pena pesanti multe e che la costruzione dell’ inceneritore crea un ostacolo insormontabile all’adempimento a tali normative.

· Che, mentre a Palermo ed in Sicilia ci condanniamo ad una raccolta differenziata che non supererà il 4 - 5%, grandi comuni in Italia hanno raggiunto quote del 50% dimostrando che ciò è non solo possibile, ma anche conveniente.

· Che la direttiva 76/200/UE ed il Decreto Legislativo n.22 del 5/2/97 (“Decreto Ronchi”) prevedono che l’uso degli inceneritori sia un passaggio transitorio e l’ultima risorsa da utilizzare, mentre le convenzioni prevedono che vengano avviati ad incenerimento tutti i rifiuti e per venti anni, senza che sia mai stata effettuata una seria politica di raccolta differenziata.

· Che le indicazioni del Decreto Ronchi sulla riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata, il riuso ed il riciclaggio costituiscono l’unica via percorribile per la risoluzione del gravissimo problema dei rifiuti e che tali indicazioni sono state totalmente ignorate a Palermo ed in tutta la Sicilia.

· Che raccolta differenziata, riuso e riciclaggio comportano un reale recupero di risorse mentre la termovalorizzazione produce una quantità di energia notevolmente inferiore a quella necessaria per produrre i materiali che vengono inceneriti.

· Che recupero,riuso e riciclaggio, essendo processi economicamente convenienti, comportano una riduzione delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti a carico dei cittadini,in quanto rappresentano materia prima seconda e quindi risorsa mentre l’incenerimento è un processo a bassissima resa in termini di produzione di energia elettrica e con elevati costi di gestione.

· Che il Comune di Palermo non possiede una classificazione merceologica dei rifiuti recente e che non esistono, dunque, nemmeno i presupposti per avviare un piano di gestione dei rifiuti realmente efficace

· Che l’incenerimento non distrugge i rifiuti ma li trasforma in rifiuti speciali (di massa pari ad un terzo di quella dei rifiuti trattati) e fumi (di massa pari a quella dei rifiuti trattati).

· Che la discarica per i rifiuti speciali da incenerimento, prevista sempre a Bellolampo, non offre sufficienti garanzie sulla capacità di contenimento delle sostanze tossiche e che, in ogni caso, i rischi derivanti dal costruire una immensa discarica per rifiuti pericolosi “sulla testa” dei cittadini ed in zona ad elevato rischio sismico sono evidentemente inaccettabili.

· Che l’incenerimento dei rifiuti non crea nuovi posti di lavoro (al massimo poche decine), mentre il riuso ed il riciclaggio ne creerebbero centinaia o, con il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, alcune migliaia.

· Che i cittadini della città di Palermo non sono stati informati della costruzione dell’ inceneritore, ne tanto meno sono stati coinvolti nelle scelte per la gestione dei rifiuti, contrariamente ai più elementari principi democratici e di partecipazione.

· Che tutte le esperienze positive di altri Comuni dimostrano come il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte sulle modalità di raccolta e trattamento dei rifiuti sia il presupposto fondamentale per l’efficacia di tali modalità.

Il Consiglio Comunale
IMPEGNA IL SINDACO AD INTERVENIRE

· Per l’avvio di una seria politica di raccolta differenziata, che promuova il riuso e riciclaggio dei rifiuti, come previsto dalla normativa vigente.

· Per la costruzione di un autentico coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la gestione dei rifiuti.

· Per avviare un’indagine finalizzata alla classificazione merceologica dei rifiuti solidi urbani della città di Palermo.

Inoltre
Considerato che il 27 settembre p. v. il Sindaco dovrà anche esprimere le proprie valutazioni sull’impianto all’ARTA per il rilascio dell’AIA,

Il CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA IL SINDACO

A confrontarsi, preventivamente al sopra richiamato incontro, con questo Consiglio e con l’intera comunità cittadina, al fine di conoscere il parere che il “Primo dei cittadini” andrà ad esprimere sulla realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo che, al di là di ogni valutazione, avrà una ricaduta diretta sulla salute e sulla qualità della vita dei residenti e che pone ipoteche, ad oggi non misurabili, anche sulle generazioni future.

Palermo-città per la Pace, 7 settembre 2007

I Consiglieri

 

 

 


il consiglio comunale approva una mozione contro gli inceneritori

Palermo, 21 settembre 2007

Il consiglio comunale approva la mozione contro gli inceneritori

MOZIONE

Sugli inceneritori

PREMESSO:

· Che l’allora Commissario delegato all’Emergenza Rifiuti, nonché Presidente della Regione Sicilia, On. Salvatore Cuffaro, aveva deciso, con l’Ordinanza Commissariale del 2/5/2003, la costruzione a Palermo di un gigantesco inceneritore (cui verranno conferite 800.000 tonnellate annue di rifiuti) e che il sito previsto (Bellolampo) è pericolosamente vicino ad aree abitate e comunque estremamente prossimo all’area urbana della città di Palermo.

· Che tale inceneritore riverserebbe sulla città di Palermo (nell’ipotesi che vengano rispettate tutte le normative vigenti) 33.300 kg all’anno di polveri disperse contenenti sostanze tossiche e 546.000 tonnellate all’anno di fumi contenenti, tra l’altro, diossine, furani, idrocarburi policiclici, piombo, mercurio e cadmio.

· Che non esistono filtri tali da portare a zero le emissioni delle sostanze sopraccitate e che esse hanno, come ampiamente documentato nella letteratura medica, effetti dannosi per la salute (alcune sono cancerogene) e provocano malformazioni prenatali.

· Che all’inceneritore di Bellolampo dovranno essere conferiti i rifiuti di quasi tutta la provincia di Palermo e di gran parte della provincia di Trapani, con conseguente transito di innumerevoli mezzi pesanti su arterie già intasate, con effetti dannosi per l’ambiente e per le condizioni già drammatiche del traffico viario.

· Che le convenzioni stipulate dal Commissario nel giugno 2003 con l’ATI che gestirà l’ inceneritore in questione prevedono il conferimento al gestore, da parte dei comuni degli ATO interessati, di una quantità di rifiuti di gran lunga superiore alla frazione residuale: di fatto prevedono il conferimento della quasi totalità dei rifiuti prodotti.

· Che dette convenzioni prevedono penalizzazioni per i comuni che conferiscano una quantità di rifiuti inferiore a quella indicata, con un effettivo disincentivo alla raccolta differenziata ed al riciclaggio, in luogo degli incentivi previsti dalle normative vigenti.

· Che la raccolta differenziata a Palermo non raggiunge i valori fissati ad un minimo del 35%, pena pesanti multe e che la costruzione dell’ inceneritore crea un ostacolo insormontabile all’adempimento a tali normative.

· Che, mentre a Palermo ed in Sicilia ci condanniamo ad una raccolta differenziata che non supererà il 4 - 5%, grandi comuni in Italia hanno raggiunto quote del 50% dimostrando che ciò è non solo possibile, ma anche conveniente.

· Che la direttiva 76/200/UE ed il Decreto Legislativo n.22 del 5/2/97 (“Decreto Ronchi”) prevedono che l’uso degli inceneritori sia un passaggio transitorio e l’ultima risorsa da utilizzare, mentre le convenzioni prevedono che vengano avviati ad incenerimento tutti i rifiuti e per venti anni, senza che sia mai stata effettuata una seria politica di raccolta differenziata.

· Che le indicazioni del Decreto Ronchi sulla riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata, il riuso ed il riciclaggio costituiscono l’unica via percorribile per la risoluzione del gravissimo problema dei rifiuti e che tali indicazioni sono state totalmente ignorate a Palermo ed in tutta la Sicilia.

· Che raccolta differenziata, riuso e riciclaggio comportano un reale recupero di risorse mentre la termovalorizzazione produce una quantità di energia notevolmente inferiore a quella necessaria per produrre i materiali che vengono inceneriti.

· Che recupero,riuso e riciclaggio, essendo processi economicamente convenienti, comportano una riduzione delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti a carico dei cittadini,in quanto rappresentano materia prima seconda e quindi risorsa mentre l’incenerimento è un processo a bassissima resa in termini di produzione di energia elettrica e con elevati costi di gestione.

· Che il Comune di Palermo non possiede una classificazione merceologica dei rifiuti recente e che non esistono, dunque, nemmeno i presupposti per avviare un piano di gestione dei rifiuti realmente efficace

· Che l’incenerimento non distrugge i rifiuti ma li trasforma in rifiuti speciali (di massa pari ad un terzo di quella dei rifiuti trattati) e fumi (di massa pari a quella dei rifiuti trattati).

· Che la discarica per i rifiuti speciali da incenerimento, prevista sempre a Bellolampo, non offre sufficienti garanzie sulla capacità di contenimento delle sostanze tossiche e che, in ogni caso, i rischi derivanti dal costruire una immensa discarica per rifiuti pericolosi “sulla testa” dei cittadini ed in zona ad elevato rischio sismico sono evidentemente inaccettabili.

· Che l’incenerimento dei rifiuti non crea nuovi posti di lavoro (al massimo poche decine), mentre il riuso ed il riciclaggio ne creerebbero centinaia o, con il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, alcune migliaia.

· Che i cittadini della città di Palermo non sono stati informati della costruzione dell’ inceneritore, ne tanto meno sono stati coinvolti nelle scelte per la gestione dei rifiuti, contrariamente ai più elementari principi democratici e di partecipazione.

· Che tutte le esperienze positive di altri Comuni dimostrano come il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte sulle modalità di raccolta e trattamento dei rifiuti sia il presupposto fondamentale per l’efficacia di tali modalità.

Il Consiglio Comunale
IMPEGNA IL SINDACO AD INTERVENIRE

· Per l’avvio di una seria politica di raccolta differenziata, che promuova il riuso e riciclaggio dei rifiuti, come previsto dalla normativa vigente.

· Per la costruzione di un autentico coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la gestione dei rifiuti.

· Per avviare un’indagine finalizzata alla classificazione merceologica dei rifiuti solidi urbani della città di Palermo.

Inoltre
Considerato che il 27 settembre p. v. il Sindaco dovrà anche esprimere le proprie valutazioni sull’impianto all’ARTA per il rilascio dell’AIA,

Il CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA IL SINDACO

A confrontarsi, preventivamente al sopra richiamato incontro, con questo Consiglio e con l’intera comunità cittadina, al fine di conoscere il parere che il “Primo dei cittadini” andrà ad esprimere sulla realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo che, al di là di ogni valutazione, avrà una ricaduta diretta sulla salute e sulla qualità della vita dei residenti e che pone ipoteche, ad oggi non misurabili, anche sulle generazioni future.

Palermo-città per la Pace, 7 settembre 2007

I Consiglieri

 

 

 


Sabato 22 settembre a Borgonuovo - Manifestazione regionale NOINC

MANIFESTAZIONE REGIONALE

 

Bruciare i rifiuti e’ il modo piu’ inquinante e costoso per affrontare il problema del loro smaltimento , poiché trasforma la comune immondizia riciclabile (anche quella non tossica) in ceneri e gas mortali.L’inceneritore immette nell’aria che respiriamo e disperde nel suolo sostanze velenose (diossine, furani, nanopolveri, metalli, pesanti etc..) che entrano nella catena alimentare fino ad arrivare all’uomo , causando tumori e malformazioni genetiche.L’ inceneritore ha costi altissimi di costruzione e gestione che ricadono sulla popolazione attraverso l’aumento della tassa sui rifiuti(T.A.R.S.U) già incrementata a Palermo del 75%. La tassa CIP6 che noi cittadini paghiamo sulla bolletta Enel, serve a pagare la costruzione dell’inceneritore di Bellolampo , e quindi contribuisce all’avvelenamento dei nostri quartieri.L’inceneritore ha necessità di funzionare a pieno regime 24 ore su 24. Quello previsto a Bellolampo è progettato per bruciare molta piu’ immondizia di quella prodotta nella Provincia di Palermo, quindi verrebbero riversati a Bellolampo i rifiuti dal Sud Italia e dal Mediterraneo. Una delle motivazioni con cui le grandi società che sono implicate nella costruzione dell’inceneritore di Bellolampo, è quella della creazione di nuovi posti di lavoro. In realtà i posti disponibile sarebbero molto pochi , soprattutto a confronto di quelli che si potrebbero creare con un serio piano di raccolta differenziata porta a porta, come e’ stato ampiamente dimostrato in alcune città del Nord Italia.
  • SPEGNIAMO L’INCENERITORE PRIMA CHE BRUCI IL NOSTRO FUTURO!

  • DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO, PREPARIAMOCI A BLOCCARE I LAVORI!

  • NON PERMETTIAMO A NESSUNO DI DECIDERE SULLA NOSTRA PELLE!


SABATO 22 SETTEMBRE 2007 ORE 15:00

Concentramento a P.zza S. Cristina (BorgoNuovo)


 

Comitato NOINC Bellolampo, Comitato di Lotta Popolare di BorgoNuovo , Centro Sociale ExKarcere